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Soci e Regate

Francesco Giordano racconta la sua storia con la vela e l’Elba

Francesco Giordano è uno dei soci più recenti del Circolo della Vela di Marciana Marina. Perché vogliamo cominciare con lui la nostra serie di interviste con le figure di spicco del nostro circolo? Con la sua Adrigole II ha appena concluso la RAN 630, la regata più lunga del Mediterraneo, inoltre è un velista d lunghissima data, e anche perché ha appena eletto l’Elba come territorio del cuore… basta e avanza, no?

Francesco, perché e come sei diventato socio del Circolo?
FG - Con mia moglie nel 2025 siamo diventati proprietari di una casetta a Sant'Andrea, che ormai è diventata una parte di noi. Da lì, attraverso alcuni amici sono entrato in contatto con l’attuale Presidente e alla fine mi sono iscritto. Ci tenevo particolarmente, essendo velista da sempre.

Come nasce la tua passione per la vela?
FG - Sono nato a Roma, cresciuto a Genova, e da bambino passavo le estati a Gaeta, un posto magico per il ponente laziale, con venticelli pomeridiani straordinari. Mio nonno aveva un gozzo, poi un'imbarcazione più grande, e così ho sempre navigato. Poi per vent'anni ho vissuto a Milano, Londra, Monaco e Vienna: tutti posti senza mare. Un dramma, ma la passione non è mai venuta meno.

Parliamo della RAN 630. Di che regata si tratta?
FG - È la regata più lunga del Mediterraneo, e non è solo una regata: è marineria pura. Viene organizzata dallo Yacht Club Livorno e dalla Sezione Velica Marina Militare Livorno, partner tecnici Yacht Club cala dei Sardi e Yacht club Capri, e si è svolta dal 25 aprile al 3 maggio. Sono diversi giorni di mare in cui devi organizzare i turni, gestire le rotte e affrontare i rischi meteorologici. Quest'anno, a causa delle previsioni di poco vento, il percorso è stato accorciato: si è corso solo il Livorno–Capri–Livorno. Un su e giù per il Tirreno.

Com'è andata?
FG - È stata una regata molto tattica, a caccia di quel poco di vento disponibile. Noi siamo stati sempre dietro a Lucifero, un FAR 52, la barca vincitrice della RAN 630 dell'anno scorso e barca d'onore dello Yacht Club di Livorno. Siamo arrivati secondi in tempo reale. E dietro di noi si è incollata una barca più leggera della nostra, che con poco vento andava piuttosto bene: è rimasta come un'ombra per tutta la regata. Risultato: secondi anche in tempo compensato. Dobbiamo ringraziare un nostro compagno di equipaggio, bravissimo nella tattica e nella lettura della strategia meteorologica: il vento era pochino ma abbastanza regolare e prevedibile, con un ritmo sostenibile, con turni di tre ore, pochi cambi di vela, abbiamo usato spi asimmetrico e fiocco per quasi tutta la regata.

E la vita a bordo?
FG – La barca era stabile e abbiamo potuto anche cucinare… con grane gioia dell’equipaggio che ha così schivato i famigerati cibi liofilizzati. La figlia di uno dei nostri ha portato le trofie al pesto per il compleanno di bordo; abbiamo fatto il farro... Un vero pranzo di famiglia in mezzo al Tirreno. Bello.

Quanto è durata per voi la regata?
FG - Quattro giorni e dodici ore di navigazione continua. Il Presidente dello Yacht Club di Livorno ci è venuto a prendere con il gommone all'arrivo - come fa ogni volta, una cosa bellissima - e ci ha detto: "Ragazzi, è la quinta volta che la fate, non mi sembrate così stanchi."

La RAN 630 - Regata dell'Accademia Navale - è la regata d'altura più lunga del Mediterraneo, organizzata dallo Yacht Club di Livorno in collaborazione con la Marina Militare. Alla sua prossima edizione, Francesco Giordano e il suo equipaggio ci saranno, con le trofie al pesto già prenotate.

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